Secondo il Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio la perdita di competività dell'economia italiana
si deve anche alla tipologia e alla qualità dei prodotti; più in generale all'inadeguata rispondenza
dell'offerta alla composizione della domanda.
La struttura industriale Italiana non è al passo con i tempi, non riesce a star dietro all'evoluzione
dei consumi e degli investimenti: stenta a innovare.
Influisce, spiega il governatore, la limitata presenza del nostro sistema nella produzione di beni ad alta tecnologia.
La domanda di questi beni cresce a livello mondiale ad un ritmo doppio di quella degli altri prodotti.
Ma l'Italia non sa approfittarne : la quota dei beni ad alta tecnologia sul totale delle esportazioni di manufatti
nell'ultimo decennio è invariata all'8% mentre è salita dal 13% al 19% nella UE e dal 26% al 29% negli USA.
Ma è tutto il sistema industriale Italiano che è in affanno perchè i settori tradizionali, a loro volta non hanno trovato un'alternativa
alla competività di prezzo giunta dalla svalutazione, che con l'entrata nell'euro non è più possibile utilizzare: "Alla stabilizzazione del cambio , ha detto il Governatore,
non ha corrisposto un andamento coerente dei costi di produzione".
Il risultato complessivo è che il nostro paese ha perso queste quote di mercato : sulle esportazioni mondiali la sua quota è scesa dal 4,6% del 1995 al 4,1% del 1999
"E' compito delle imprese, sostiene Fazio , rispondere con una spinta innovativa che colga appieno le opportunità
delle tecnologie avanzate, permetta di recuperare quote di mercato del commercio internazionale , e accresca la produzione di beni in grado di tenere il passo con l'evoluzione della domanda"
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